Varsavia

Superati, finalmente, i miei dubbi, riguardante la prenotazione di un tour a Varsavia (Polonia), durante le feste natalizie, arrivata in terra polacca (Aeroporto Chopin) con un volo di circa due ore e trenta della Wizz Air da Catania,  mi accolgono, appena scesa dall’ aereo dei bellissimi fiocchi di neve . Non potevo aspettarmi di meglio dal momento che, essendo sicula, la neve non è proprio una caratteristica del nostro clima. I dubbi erano alimentati da alcune persone che me la sconsigliavano per l’abbondanza di neve (cosa che non si è verificata) ed il clima piuttosto rigido a dicembre accompagnato da giornate molto corte. Quest’ ultimo è  vero infatti alle 16.00 era già buio e ti veniva voglia di tornare all’hotel Best Western Felix, un po’ lontano dal centro,  ma comodo per la fermata del tram a pochi metri. L’ esterno non era eccezionale ma all’ interno le camere erano molto eleganti e comode oltre che ampie. Anche la colazione gustosissima basata più sul salato.

  Devo dire che è  stato un bel viaggio perché oltre  Varsavia, avendo a disposizione una settimana, ho visitato anche Lublino e Lodz. Varsavia, capitale della Polonia è attraversata dal fiume Vistola e fu  distrutta durante la seconda guerra mondiale. Ma il suo centro storico, Stare Miasto, è stato ricostruito grazie agli splendidi dipinti del pittore veneziano Bernardo Bellotto, nipote del Canaletto. Infatti essi vennero presi come modello per la ricostruzione di Varsavia. 

È spettacolare il centro storico abbellito da decorazioni natalizie e l’ albero è molto alto. Ci si arriva con i tram 25,26,20, 23,27 che vi ferma esattamente  alla base della scala che porta a Stare Miasto. 

Una breve salita e si è catapultati in un altra dimensione. Al centro della piazza c’è  la Colonna di Sigismondo III Vasa, alta 22 metri che raffigura il re Sigismondo III con una sciabola nella mano destra e una croce nella mano sinistra. Egli nel 1596 trasferì la capitale della Polonia da Cracovia a Varsavia. Anche questa statua fu distrutta durante la guerra e poi ricostruita. A destra della scala, sempre in piazza Zamkowy, il Castello Reale del XIV secolo che fu danneggiato dai bombardamenti nazisti alla fine della seconda guerra mondiale e ricostruito verso il 1984.

 Il Castello fu la residenza del presidente della Polonia e sede del Parlamento e qui nacque la Costituzione polacca  il 3 maggio del 1791.  La visita comprende l’ appartamento reale, la Sala del Trono, la Sala del Canaletto con numerosi quadri e una sala con quadri di Rembrandt. La piazza del Castello  è molto vivace soprattutto la sera con i numerosi artisti di strada che si esibiscono cantando o con altri allegri  momenti di spettacolo soprattutto durante le festività natalizie. In questo periodo vi sono anche dei percorsi da seguire in diverse vie del centro che conducono a splendidi addobbi natalizi.

E se vi va di assaggiare la cucina polacca vi sono degli ottimi ed economici ristoranti come il Zapiecek nei quali gustare i famosi pierogi che sono dei ravioli con diversi tipi di ripieno cotti a vapore o in padella. Oppure delle gustosissime zuppe di vari sapori o carne di maiale o sformati di patate. Basta scegliere! In Polonia il pane lo servono accompagnato da  una specie di salsa garlic. 

Proseguo cosi il mio giro al centro storico visitando la Cattedrale di San Giovanni Battista, costruita nel XIV secolo e di stile gotico. Anch’ essa rasa al suolo e ricostruita intorno al 1963, ospita nella cripta tombe di personaggi polacchi illustri e degli ultimi principi di Masovia.

Vicino la Cattedrale c’è il Santuario della Madonna delle Grazie, costruito intorno al 1629, dedicato alla patrona di Varsavia e dopo la guerra venne ricostruita, intorno al 1957, sempre in stile rinascimentale. La porta d’ ingresso è chiamata la Porta degli Angeli e fu costruita da Igor Mitoraj autore  della porta della chiesa di Santa Maria degli Angeli a Roma.

Vicino il Castello Reale visitate la Chiesa di S.Anna, costruita nel 1454, che all’ esterno secondo me non è niente di particolare ma all’ interno troverete quattro stili: gotico, rinascimentale, barocco e classico. Inoltre ha un bellissimo organo. Ha subito diversi incendi e successive ricostruzioni ma per fortuna l’ interno non è stato mai intaccato. Si trova nella Via Reale che è la strada che percorrevano i re per andare dal Castello alle residenze estive.

Di fronte la Cattedrale c’ è il famoso Monumento alla Rivolta di Varsavia con il museo annesso e delle sculture in bronzo che rappresentano i soldati dell’ Armia Krajova, il più famoso movimento di resistenza  in Polonia.

Un’ altra bellissima piazza, resa ancora più affascinante dai palazzi eleganti che la circondano e dai colori e gli odori dei  mercatini natalizi, è Rynek Starego Miasta. Al centro si trova la statua in bronzo della Sirenetta che secondo una leggenda avrebbe il compito di  difendere la città. Infatti, un tempo, due sirene sorelle si allontanarono nuotando, una verso la Danimarca ( Sirenetta di Copenaghen), l’ altra verso il fiume Vistola. Quest’ ultima venne un giorno rapita da un ricco mercante e poi liberata da un pescatore. Ella rimase grata a loro per questo gesto e promise di essere sempre pronta a proteggere la città e a difenderla.

Chiudiamo il giro del centro storico arrivando al Barbacane che è una struttura difensiva della città, composta di mattoni rossi, risalente al 1548 e costituita da 4 torri. Molto suggestivo passeggiare dentro incontrando i vari artisti di strada e venditori di oggetti.

Attraverso il Barbacane e raggiungo Nowego Myasta Rynek (Piazza della Città Nuova) in cui vi è la Chiesa di San Casimiro ed un pozzo con uno stemma che rappresenta una ragazza con un unicorno. La chiesa fu costruita nel 1668 grazie al re Giovanni III Sobieski. Anche questa piazza è molto bella e abbastanza grande adornata di bei palazzi dalle facciate decorate. Del resto è la caratteristica del centro storico di Varsavia dal momento che ogni palazzo ha le proprie decorazioni ed il proprio colore.

Uscendo dal centro storico si va a visitare una Varsavia diversa con numerosi grattacieli, centri commerciali, strade ampie ma non molto trafficate di auto data la massiccia presenza di ottimi mezzi di comunicazione quali tram, bus o metropolitana. Molto bello il centro commerciale accanto la stazione centrale. Un enorme edificio a vetri di alcuni piani vi porterà nel mondo dello shopping!

Accanto la stazione c’è il Palazzo della Cultura e della Scienza, alto 237 metri, con 42 piani e circa 3000 locali che ospitano musei, uffici, teatri, cinema, sale congressi e sale concerti. Questo edificio non è molto amato dai cittadini in quanto è stato un regalo che Stalin fece al popolo polacco. Infatti nel 1989, dopo la caduta del comunismo, si parlò di demolirlo ma in seguito decisero di non farlo. Dopo aver fatto la fila salgo alla terrazza del trentesimo piano per ammirare la bellezza della città. Se andate in inverno copritevi perchè si gela…! Molto carino, all’ interno del palazzo, il Museo della Casa delle Bambole, nel quale vi è un’esposizione di circa cento case di epoche diverse. Interessante sia per bambini che adulti.

Da visitare anche il Museo Nazionale di Varsavia, che ospita arte antica, pittura polacca, numismatica e pittura straniera.

Se siete appassionati di musica andate al Museo Chopin, che si trova nel Palazzo Ostrogski e vi è illustrata la vita del pianista attraverso lettere, spartiti, manoscritti. Troverete anche il pianoforte a coda che utilizzò gli ultimi due anni di vita. Interessante ascoltare in pieno relax la sua musica dentro delle cabine munite di divanetto. È  aperto da martedi a domenica dalle 10 alle 18.00.

CONSIGLI

Se non amate il freddo andate in Polonia tra maggio e settembre. Se siete appassionati di mercatini natalizi ve lo consiglio a dicembre anche se alle 16.00 è gia buio.

La moneta è lo Zloty 

1 Zloty = 0.2397 euro

I biglietti del tram costano 3.40 Zloty.

Se le foto non vi soddisfano e volete vedere il resto, su Facebook troverete altro materiale.

Buon viaggio!

Giotravel

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LECCE: STORIA, SAPORI E PRESEPI

 Lecce, è la ” Firenze del sud”,  la città museo che attira ogni anno tantissimi turisti e città barocca le cui opere architettoniche sono caratterizzate dalla famosa pietra leccese (in dialetto salentino: leccisu) che è una roccia calcarea modellabile per la presenza di argilla. Ma prima di iniziare il mio itinerario a piedi consumo una sana e gustosa colazione all’ Hotel Delle Palme assaggiando il famoso ” pasticciotto” che è un dolce di pasta frolla condito con crema pasticcera. La scelta di questo hotel si è rivelata perfetta sia come ambienti piuttosto eleganti, sia come gentilezza del personale e accurata pulizia che come posizione in quanto, a soli 5 minuti di strada, si arriva ad una delle porte che si immettono nel centro storico e cioè la Porta San Biagio. Le altre due sono: la Porta Napoli e la Porta Rudiae.

La Porta San Biagio risale al 1774 ed è dedicata a San Biagio, vescovo di Sebaste (città dell’ Asia Minore). In alto c’ è  la statua di S. Oronzo, patrono di Lecce; ai lati due colonne ed al centro gli stemmi della città. Mi avvio quindi verso il cuore barocco ed entro in una atmosfera diversa da quella lasciata prima di oltrepassare la soglia della Porta San Biagio, fatta di vicoletti, palazzi barocchi, balconi eleganti e numerose chiese. La Chiesa di San Matteo, la prima che mi si presenta, improvvisamente, con la sua sontuosità, lascia senza fiato. Siete d’ accordo?

 La Chiesa è stata realizzata nella seconda metà del 600 e sorge sui resti di una cappella del 400. All’ interno vi sono statue che raffigurano gli Apostoli e sull’ Altare Maggiore, realizzato nel 1691 da Gaetano Palatino da Napoli, la statua di San Matteo. Sull’ altare di sinistra si trova ” Il Martirio di S.Agata” ( tela dipinta nel 1813) e su quello a destra la tela che raffigura S.Oronzo.

 PIAZZA S. ORONZO

Proseguo il mio giro verso il centro arrivando a piazza S. Oronzo nella quale si trova la statua, che risale al VII secolo, dedicata al patrono della città che la liberò dalla peste. Qui c’è anche l’Anfiteatro romano che è stato ritrovato tra il 1904 ed il 1938 ed attualmente è utilizzato per eventi o concerti che si svolgono a Lecce, il Palazzo del Seggio (Sedile) costruito nel 1592 che fu sede del municipio e nel 1851 della Guardia Nazionale ( oggi ospita artisti che espongono le loro opere) , la Chiesa di S. Maria delle Grazie e la Chiesa di S. Marco, costruita accanto al Sedile nel 1543.

Dall’ 8 dicembre al 10, a Lecce, si è svolta la festa del cioccolato proprio dietro l’ anfiteatro che vedete in foto, per cui numerose bancarelle avevano leccornie di ogni tipo e forma e, ovviamente, la tentazione è stata forte. Al cioccolato non si resiste!

È una piazza molto vivace e gli addobbi natalizi la rendono ancora più bella e luminosa. I canti natalizi fanno da cornice a questa scenografia e si respira già l’atmosfera  tipica della festa che sta per arrivare. 

Continuando la mia passeggiata mi fermo alla Chiesa di S.Irene dei Teatini, dedicata a S.Irene che fu la protettrice di Lecce fino al 1656.

Vicino questa chiesa c’è l’ ex Convento dei Teatini, un edificio barocco che attualmente è sede di fiere e mostre come quella dei presepi che si svolge durante il periodo natalizio. Davvero caratteristico! Vi sono numerosi stand che espongono presepi tutti molto originali e realizzati con materiali diversi.

Vicino la piazza di S.Oronzo c’è il Castello di Carlo V chiamato cosi perché l’ imperatore nel 1539 lo fece ristrutturare con opere difensive per renderlo idoneo agli attacchi dei nemici. Proprio attorno alle mura del castello quest’ anno è stato allestito il presepe. Molto suggestivo!

Non perdetevi la visita alla Chiesa di S.Chiara del 1429 che  fu voluta dal vescovo di Lecce Tommaso Ammirato  e si trova nella piazzetta Vittorio Emanuele. Essa apparteneva alle monache di clausura dell’ ordine delle Clarisse. Nella nicchia centrale c’ è la statua di S. Chiara.

Passeggiando tra vicoletti caratteristici e balconi barocchi arrivo nella bellissima Piazza Duomo.

È una piazza chiusa da tre lati ed entrando troverete la Cattedrale di Maria Santissima Assunta, il Campanile costruito tra il 1661 ed il 1682 ed alto 72 metri, il Seminario in stile barocco al cui interno c’è il Museo Diocesano di Arte Sacra ed il Palazzo del Vescovado nel quale risiede l’ arcivescovo di Lecce. La Cattedrale risale al 1114 e fu ricostruita da Zimbalo nel 1659 con la tipica pietra leccese. L’ ingresso principale non è quello che vi troverete di fronte perché in realtà si entra dall’ ingresso laterale. È bellissima!

Visitate anche la Basilica di Santa Croce famosa per il fantastico rosone realizzato da Cesare Penna ed assieme al Palazzo dei Celestini, oggi Palazzo della Provincia,che si trova proprio accanto, costituisce un unico complesso barocco. Purtroppo c’erano dei lavori in corso e non ho potuto fotografare l’ esterno della Basilica.

Le altre due porte che circondano il centro storico sono Porta Napoli e Porta Rudiae. La prima, costruita nel 1548, conosciuta anche come Arco di Trionfo, è fiancheggiata da due colonne con capitelli corinzi ed è chiamata cosi perché da qui si usciva per recarsi a Napoli. Oltrepassando la porta c’ è un obelisco che ricorda il re spagnolo Ferdinando I. È molto bella vederla illuminata nelle ore serali.

La Porta Rudiae, del 1703, è cosi chiamata perché era orientata verso questa città  che si trovava a circa 3 km ma adesso non esiste più. È sormontata dalla statua di S. Oronzo ed ai lati si trova la statua di S. Domenico e S.Irene. Inoltre una epigrafe racconta della nascita di Lecce.

COSA MANGIARE A LECCE?

A Lecce c’è proprio una buona cucina dai sapori d’ altri tempi ed ho avuto modo di gustare qualche specialità al ristorante Nonna Tetti, come le sagne ‘ncannulate o sagne torte che sono delle lasagne ritorte condite con un ottimo sugo di pomodoro e ricotta. Vi consiglio anche i ciceri e tria che sono delle pappardelle con i ceci ma con un sapore diverso dal solito piatto in quanto una parte di pasta viene fritta. E poi le orecchiette con cime di rapa sono favolose! A Lecce trovate diverse puccerie nelle quali si gusta la puccia, un tipo di pane di grano duro farcito o con olive o con ingredienti che voi stessi scegliete per cui è una valida alternativa alla pizza. Se vi va di assaggiare dei piatti particolari ci sono i turcinieddhi, interiora di capretto fatto ad involtino conditi con delle erbe e arrostito alla brace. Ottima la salsiccia con contorno di crema di zucca.

E I DOLCI? 

Innanzitutto il  pasticciotto dal gusto delicatissimo fatto di pasta frolla con dentro crema pasticcera e cotto in forno.

 E poi i purceddhruzzi, che sono gnocchetti dolci fritti con miele, pinoli e mandorle tostate e le carteddhrate, bocconcini fritti colmi di miele. Sono dei dolci tipici natalizi. Che dire? La Puglia è fantastica ed è mia intenzione ritornarci e visitare le altre città che sicuramente meritano! 

Giotravel 

Matera: una passeggiata tra i Sassi.

Matera, dichiarata nel 1993 dall’ Unesco,   Patrimonio Mondiale dell’ Umanità  e il 17 ottobre del 2014 designata Capitale Europea della Cultura per il 2019, è una città affascinante che ti accoglie con la vista di un paesaggio unico. Non avevo mai visto niente di simile e la sensazione è stata quella di essere tornata indietro nel tempo ed esattamente al periodo paleolitico quando ci furono appunto i primi insediamenti.  Dalla Sicilia ci sono dei bus ( buscenter) che con 46 euro  a/r e circa sette ore di viaggio ( se siete pazienti) vi portano a destinazione. 

MA COSA SONO I SASSI?

Per poterli  visitare vi consiglio di adoperare scarpe comode dal momento che bisogna camminare  un bel pò, percorrendo stradine non molto comode. I sassi sono delle grotte naturali adibite ad abitazioni, scavate nelle rocce e sorgono da un lato di una vallata attraversata dal torrente Gravina, mentre dall’ altro lato c’è il Parco della Murgia Materana, che oltre all’ abbondante fauna ed alla natura selvaggia, conserva grotte risalenti al paleolitico, villaggi neolitici e circa 150 chiese rupestri che conservano fantastici dipinti murali. 

Le chiese sono la testimonianza del passaggio dell’ uomo dalla fase preistorica al Cristianesimo. La visita di Matera si snoda tra il rione del Sasso Caveoso, quello del Sasso Barisano e la Civita. Il primo si trova a sud della Civita ed è la parte con più grotte scavate nella roccia tra cui la casa grotta di Vico Solitario. 

Entrerete in una tipica abitazione composta da una sola stanza che vi farà capire lo spirito di adattamento che avevano i contadini di quel tempo. Era composta da una piccola cucina, un tavolo al centro, un letto con il materasso al cui interno vi erano foglie di granturco e di fronte al letto si trovava la stalla con il mulo. Queste abitazioni ospitavano anche dieci persone per cui vi renderete conto dei sacrifici che giornalmente affrontavano per poter sopravvivere.

Nel 1952, in seguito alla legge De Gasperi sul risanamento dei Sassi, queste abitazioni vennero abbandonate. Lo scrittore Carlo Levi, nel suo libro ” Cristo si è fermato ad Eboli”, descrisse appunto le cattive condizioni igieniche in cui vivevano quei contadini dimenticati dallo Stato catturando l’ attenzione del mondo sui sassi di Matera.  


“…Arrivai ad una strada che da un solo lato era fiancheggiata da vecchie case e dall’altro costeggiava un precipizio. In quel precipizio è Matera… Di faccia c’era un monte pelato e brullo, di un brutto color grigiastro, senza segno di coltivazioni né un solo albero: soltanto terra e pietre battute dal sole. In fondo… un torrentaccio, la Gravina, con poca acqua sporca ed impaludata tra i sassi del greto… La forma di quel burrone era strana: come quella di due mezzi imbuti affiancati, separati da un piccolo sperone e riuniti in basso da un apice comune, dove si vedeva, di lassù, una chiesa bianca: S.Maria de Idris, che pareva ficcata nella terra. Questi coni rovesciati, questi imbuti si chiamano Sassi, Sasso Caveoso e Sasso Barisano. Hanno la forma con cui a scuola immaginavo l’inferno di Dante… La stradetta strettissima passava sui tetti delle case, se quelle così si possono chiamare. Sono grotte scavate nella parete di argilla indurita del burrone… Le strade sono insieme pavimenti per chi esce dalle abitazioni di sopra e tetti per quelli di sotto… Le porte erano aperte per il caldo, Io guardavo passando: e vedevo l’interno delle grottesche non prendono altra luce ed aria se non dalla porta. Alcune non hanno neppure quella: si entra dall’alto, attraverso botole e scalette” (C.Levi “Cristo si è fermato ad Eboli”)

Per entrare nella casa grotta il prezzo è di 3€ e  gli orari di apertura sono dalle 9.00 alle 20.30. Accanto la casa potete visitare una grotta nella quale sono proiettati documentari sulle bellezze di Matera e la chiesa rupestre di San Pietro in Monterrone del XI secolo.

Molto bella anche la Chiesa di San Pietro Caveoso, che risale alla fine del XIII secolo, con le nicchie laterali di San Pietro e Paolo e la facciata barocca. La Chiesa si trova in una posizione particolare proprio a strapiombo sulla vallata.

Il Sasso Barisano si trova a nord ovest della Civita, affacciandosi sul canyon della Gravina, ed il nome deriva forse dal fatto che è esposto verso Bari o potrebbe fare riferimento ad una famiglia Patrizia (Varisianus).  In questo rione si trovano più abitazioni costruite e restaurate, alberghi e ristoranti. Interessante da vedere la ricostruzione dei  Sassi in miniatura ed il Museo della civiltà contadina. Visitate la Chiesa di San Pietro Barisano risalente al XVI secolo.

La Civita, luogo in cui si trova la Cattedrale che domina su tutto, è arroccata su un altopiano ed è considerata la parte più antica di Matera in quanto è stata sede delle funzioni amministrative, religiose, politiche ed economiche della città. La Cattedrale della Madonna della Bruna e di Sant’ Eustachio fu costruita in stile romanico pugliese, tra il 1230 e il 1270, su un’ area in cui vi era un monastero benedettino dedicato al protettore di Matera  che era appunto Sant’Eustachio. Bellissimo il rosone nella facciata principale che è sormontato dall’ Arcangelo Michele che schiaccia il drago ed il campanile alto 52 metri. L’ interno è a tre navate e, a differenza dell’ esterno, ha subito parecchie modifiche nel tempo. Molto bello il presepe in pietra del 1534 e un affresco bizantino che rappresenta la Madonna della Bruna, anch’essa protettrice di Matera, con il Bambino. Il nome Bruna secondo i materani deriva dal colore dell’ immagine della Madonna mentre secondo alcuni studiosi significherebbe ” corazza” oppure Hebron, il nome di una città della Giudea in cui la Madonna si recò in visita a Sant’ Elisabetta.

Al centro storico di Matera grande importanza ha il Palazzo Lanfranchi, in stile barocco, che fu la sede del liceo in cui insegnò Giovanni Pascoli. Dal 2003 è un Museo Nazionale d’ Arte Moderna e qui si trova il capolavoro di Carlo Levi, Lucania 61, cioè una grande tela formata da cinque pannelli, nella quale volle rappresentare la quotidianità della vita in Lucania e la dedicò a Rocco Scotellaro, poeta e scrittore dei contadini perchè portò nei suoi versi una realtà che fino a quel momento era totalmente sconosciuta. 

Il quadro rappresentò la Basilicata alla mostra Italia 61 che si tenne a Torino nel 1961. Chi meglio di lui avrebbe potuto svolgere questo compito dal momento che subì l’ esperienza dell’ esilio in Lucania per motivi politici?

ORARI DI VISITA: tutti i giorni dalle 9.00 alle 20.00 tranne il mercoledì che è dalle 11.00 alle 20.00 ed il sabato dalle 9.00 alle 23.00. Il costo è di 3€.

Sulla sinistra del Palazzo c’è  un Belvedere che si affaccia sul sasso caveoso e quando cala il sole e iniziano a brillare le luci serali ti dà l’ impressione di osservare un immenso presepe. Non ti allontaneresti mai da lì perchè è davvero unico!

Non tralasciate durante la visita alla città la Chiesa di Sant’Agostino, del XV- XVIII secolo, di stile barocco.

Molto interessante anche la Chiesa del Purgatorio costruita tra il 1725 ed il 1747 che ha un portale diviso in 36 riquadri nei quali vi sono rappresentati, nella parte superiore i teschi dei regnanti e dei prelati, mentre, nella parte inferiore vi sono i teschi dei comuni cittadini. Questa chiesa si trova nella parte nuova di Matera chiamata “Piano”.

Sotto la piazza Vittorio Veneto di Matera c’é  la più grande cisterna di acqua conosciuta come  “Palombaro Lungo”, alta circa 16 metri che contiene circa 5000 metri cubi di acqua. Fu realizzata nel 1846 e si può visitare, se non soffrite di claustrofobia! 

Orari: dalle 10.00 alle 13.30

            dalle 15.30 alle 18.00

Nei mesi invernali gli orari possono variare. La visita guidata dura circa 25 minuti e costa 3€.

COSA MANGIARE A MATERA?

Lungo il percorso troverete tanti ristoranti anche con vista sui Sassi che vi offriranno piatti gustosissimi. Ad esempio alla trattoria Lucana potrete assaggiare  i cavatelli ( pasta fresca) conditi o con ragù di ottima carne di maiale o con purè di ceci e funghi.

Oppure la capriata che  è a base di legumi come fave, ceci, farro, lenticchie, fagioli e piselli. Un sapore unico! Anche la pignata, a base di carne di pecora è un ottimo piatto da provare. Il formaggio caciocavallo Podolico con il pane di Matera , considerato il più buono d’ Italia, vi farà sognare..!

Ottimo anche abbinato ai salumi. Se volete soggiornare vicino ai Sassi, l’Albergo  Roma è perfetto, economico e carino. La colazione si fa in un bar vicino all’ hotel, le camere sono essenziali ed il personale è gentile.

Il mio tour a Matera è durato un solo giorno ma è bastato per farmene innamorare. Per questo motivo quando la vide Mel Gibson, per ambientare il film sulla Passione di Cristo disse: “la prima volta che l’ ho vista ho perso la testa per lei…era semplicemente perfetta…” o Carlo Levi ” Chiunque veda Matera non può non restarne colpito tanto è espressiva e toccante la sua dolente bellezza”. 

Giotravel

Vi lascio qualche foto dei meravigliosi angoli di Matera.

Una giornata al Trinity College di Dublino.

Dublino, capitale d’ Irlanda,  è una città molto vivace  che si può anche visitare a piedi dal momento che non è molto grande, a meno che non piova  (cosa molto rara), come é successo a me, che un pomeriggio ho dovuto trovare riparo all’ interno di un museo. Tutto sommato, però,  sono stata fortunata perché, per quasi tutto il tour, sono stata accompagnata dal sole.  In ogni caso vi sono ottimi collegamenti con il centro e con i punti di maggiore interesse artistico. In Irlanda non ho utilizzato molti mezzi di comunicazione se non per visitare paesi che si trovavano a parecchi chilometri di distanza dalla città. Tra i simboli di Dublino, oltre la fabbrica della Guinness di cui vi ho già parlato nel precedente articolo ,vi è la prestigiosa università conosciuta in tutto il mondo cioè il  Trinity College che fu fondata nel 1592 da Elisabetta I  e tra i tantissimi allievi vide fiorire e successivamente diventare illustri anche  Oscar Wilde (poeta e aforista), Bram Stoker (autore di Dracula), Samuel Beckett (drammaturgo), ed Edmunt Burke (filosofo),  del quale troverete una statua proprio all’ entrata dell’ università oltre a quella di Oliver Goldsmith. 

Il Trinity si  trova a College Green che è una via molto centrale di Dublino e le fermate più vicine sono a Pearse Street, Tara Street e Lower Abbey Street ( la più vicina). Vi sono due ingressi: Nassau Street e College Green. Nel momento in cui accedi alla cittadella universitaria ti ritrovi immerso  dentro ad un’ atmosfera di studio e di cultura ed è interessante vedere  i numerosi ragazzi che studiano distesi sul prato antistante l’ ingresso (ovviamente nelle giornate di sole!) o in atteggiamento di relax.

 Entrando noterete  un grande campanile alto circa 30 metri e costruito tra il 1852 e il 1853. Si trova proprio al centro del cortile, non annesso ad una chiesa, e li vi accoglieranno degli studenti in divisa che consigliano una visita guidata del campus. Le campane suonano o quando iniziano gli esami o quando devono diffondere la notizia del decesso di un professore oltre che a scandire gli orari del campus. Secondo gli studenti passare sotto la campana mentre suona porta sfortuna. 

 Da non perdere anche una visita alla Douglas Hyde Gallery , una tra le più importanti gallerie d’ arte contemporanea sia irlandese che internazionale di Dublino alla quale si può accedere da Nassau Street.  All’ interno del Trinity College vi sono due biblioteche: la Berkley Library e la Old Library. Interessante la scultura di Arnaldo Pomodoro chiamata ” la sfera dentro la sfera” posta davanti all’ ingresso della prima biblioteca. 

Ve ne sono diverse copie dell’ artista tra cui quella che si trova in Vaticano. La più importante biblioteca è la Old Library che  fu costruita tra il 1712 ed il 1732 e nella Long Room, una galleria di 65 metri a due piani, vi sono custoditi circa 200.000 volumi e 5000 manoscritti latini e greci. È davvero interessante visitarla perché sei circondato da libri e manoscritti storici molto importanti.

 Ai lati della galleria vi sono dei busti in marmo che raffigurano grandi filosofi e poeti. In questa sala vi é esposta pure la bellissima arpa, in legno di salice, di Brian Borù ( primo re d’ Irlanda) che rappresenta proprio il simbolo dello stato

  (infatti lo stemma é  un’arpa dorata su uno scudo azzurro). L’ arpa è anche il simbolo della Guinness e la troverete perfino sulle monete da due euro. Nella Old Library è conservato un antico manoscritto chiamato Book of Ķells, considerato un’opera d’arte. Il motivo? Fu scritto dai monaci di un’ isola scozzese i quali successivamente si trasferirono nel monastero di Kells  (Irlanda) perché l’ isola venne saccheggiata e li terminarono l’ opera. Fino al 1541 restò al monastero ed in seguito nel 1661 fu portato al Trinity College.

  Cosa contiene? La descrizione dei 4 Vangeli in latino con bellissime decorazioni ed illustrazioni della Vergine, del Bambino e dei Santi. Un fantastico manoscritto miniato. Sarebbe da guardare in tutti i particolari perché ogni pagina è un quadro! Dopo la visita alla biblioteca date anche un’ occhiata alla cappella che fu progettata da William Chambers nel 1777 e al Samuel Beckett Theater che fu inaugurato nel 1992 e dedicato all’ illustre personaggio dell’università. In questo teatro gli studenti realizzano degli spettacoli durante l’ anno. Inizialmente l’ università era aperta soltanto agli studenti protestanti ma nel 1793 le porte si aprirono anche per quelli cattolici. Soltanto nei primi anni del novecento entrarono le donne.

ORARI DI APERTURA:

Dal Lunedì al Sabato ( da maggio a settembre) dalle 8.30 alle 17.00

Domenica ( da maggio a settembre) dalle 9.30 alle 17.00

Da Lunedi a Sabato ( da ottobre ad aprile) dalle 9.30 alle 17.00

Domenica ( da ottobre ad aprile) dalle 12.00 alle 16.30

Dal 22 dicembre 2017 al 1 gennaio 2018 la mostra è chiusa.

Nelle aree pubbliche del Trinity si entra gratuitamente mentre per visitare la Old Library :

Adulti ( tranne i ragazzi sotto i 12 anni) 13€

Gruppi 9€

Famiglia ( 2 adulti e due bambini) 26€

Buon viaggio alla scoperta dell’Irlanda!!!

Giotravel 



Guinness Storehouse 

 Il mio viaggio in Irlanda continua visitando la città di Dublino e tra le tante  attrattive da non perdere, per gli amanti della birra e non, c’ è la Guinness Storehouse, il museo della birra scura più famosa al mondo. Un tour da introdurre nella vostra visita della città perché è molto utile, soprattutto per gli appassionati di birra, per approfondire le conoscenze sul prodotto.

COME ARRIVARE?

Utilizzando la Luas, linea rossa (tram), da Abbey Street Lower direzione James’s, la fermata è proprio davanti all’ ospedale di St.James’s dalla quale in cinque minuti, a piedi, arriverete al birrificio. Oppure si può utilizzare il bus verde Hop On/ Hop Off che si ferma proprio li davanti. Per chi ama, invece, passeggiare come me può arrivarci benissimo a piedi in circa 20 minuti dal centro. 

Orari di apertura: ogni giorno dalle 9.30 alle 17.00; in estate chiude alle 19.00.

Inoltre il 24/25/26 dicembre è chiusa.

COSTI: 20€ per gli adulti. Se comprate il biglietto online si risparmia circa il 10%.

A dire la verità il prezzo mi è sembrato un po’ eccessivo ma se sei a Dublino é un percorso interessante da effettuare.

STORIA DELLA GUINNESS STOREHOUSE

Nel 1759, Arthur Guinness, affittò la fabbrica, che allora era abbandonata, per 9000 anni a 45 sterline l’ anno e con grande abilità riuscì, in soli dieci anni, ad esportare la birra in tutto il mondo con grande successo. Per più di 20 anni produsse la birra Ale ( chiara) e successivamente iniziò con la produzione di birre scure ( porter e stout). Ancora oggi la buonissima birra dal sapore tostato,  composta di ingredienti quali orzo, luppolo, acqua e lievito, continua a essere la passione di tutti gli irlandesi che la consumano nei pub di Dublino ma anche di tutti gli stranieri che visitano l’ Irlanda. Il colore della birra é rosso scuro e la schiuma sembra proprio quella di un cappuccino! Arthur Guinness sposò Olivia Whitmore da cui, si dice, ebbe 21 figli.

VISITA DELLA GUINNESS 

La fabbrica è composta da sette piani costruiti attorno ad una pinta di birra e tutto ciò che troverete all’ interno servirà a spiegarvi i procedimenti di lavorazione e produzione della birra facendo un tuffo nel passato. Al piano terra il negozio Guinness più grande d’ Irlanda vi terrà impegnati per un bel po’ di tempo nell’ acquisto dei caratteristici  souvenir. Al primo piano inizierà il percorso di spiegazione degli ingredienti della birra; 

il secondo piano è dedicato alla produzione; il terzo alla costruzione delle botti; 

il quarto ai vecchi mezzi di trasporto; 

il quinto alle  vecchie pubblicità della Guinness (interessante);

 nel sesto vi ritroverete tra il passato e la storia della Guinness e nel settimo si procede alla degustazione della birra  al panoramico Gravity Bar, che vi verrà data in omaggio presentando il vostro biglietto d’ ingresso. 

Se siete fortunati ( non è stato il mio caso…) e riuscite a sedervi sui divanetti vicino le vetrate del bar, godrete di una spettacolare vista su Dublino. Data la confusione e l’assalto alle vetrate, purtroppo, non sono riuscita a scattare foto panoramiche! Inoltre, durante il percorso, vi verrà insegnato come fare a spillare la birra Guinness e se siete bravi..riceverete perfino un diploma e un souvenir. Nell’ edificio vi sono anche il Barge Cafè & Arthurs Bar, il Gilroy’s Restaurant, e il Brewers Dining Hall. A parte il mio quasi svenimento dopo aver bevuto un po’ di birra ( non sono una che regge l’ alcool), la visita ha arricchito le mie conoscenze.

Giotravel

Vi lascio qualche foto: 

BAGAGLIO: LA MIA TOP 5 

Se potessi portare in viaggio con te solo 5 cose cosa sceglieresti? A prescindere dalla destinazione e dal tipo di viaggio, cosa non può mancare nel tuo bagaglio?

Questa è la domanda che si è posta Sandra, autrice di Passaporto e Colori, dando origine ad una catena di risposte da parte dei blogger che hanno scelto di partecipare. Oggi è toccata a me, grazie a Simone di ilblogdeimieiviaggi , un blogger che descrive in maniera molto dettagliata i suoi viaggi e che seguo sempre con molto piacere. 

Quali sono, dunque, le  cinque cose fondamentali che non potrei mai lasciare fuori dal mio bagaglio? Generalmente uso il bagaglio a mano dal momento che anni fa, durante un viaggio memorabile ad Ibiza, avendolo imbarcato, è stato smarrito e mai più ritrovato, con grande dispiacere. Inoltre odio le attese! Devo dire che sono migliorata nella preparazione del bagaglio in quanto, nei miei primi viaggi, mi portavo dietro un’ intera casa riempendolo di roba inutile che,  puntualmente, non usavo.

DI COSA NON POTREI FARE A MENO?

  1. Lenti a contatto: sono la prima cosa che metto in valigia essendo miope da quando avevo 15 anni. Ovviamente anche gli occhiali da vista che uso esclusivamente in hotel o a casa quando guardo la tv. Posso inserire anche gli occhiali da sole..? 😉
  2. Macchina fotografica: può esistere un viaggio senza? Non credo proprio! Fondamentale per immortalare i luoghi dei nostri viaggi e riportarli con noi a casa. A volte rivedo tutte le mie foto e mi sembra di rivivere ogni emozione di quel tour. Bellissimo!
  3. Cellulare: purtroppo, oggi, non se ne può fare a meno ( io lo porto anche in bagno…😂). Inoltre amo condividere i video e le foto dei luoghi che visito con i miei cari o con le amiche sottoponendole a delle vere e proprie torture fotografiche.
  4. Foulard: fondamentale, per me, perché sull’aereo ne ho bisogno dal momento che l’ aria condizionata arriva a palla sulla testa. Alla fine di ogni viaggio aereo ho sempre l’ emicrania! E poi é utilissimo anche in altre occasioni. A Cagliari, ad esempio, non avendo l’ asciugamano per stendermi sulla sabbia, ho usato il foulard! ( non credevo di andare al mare in ottobre, altrimenti l’ avrei portata!)
  5. Scarpe: anche se viaggio per un weekend devono essere due paia in quanto, camminando tanto, ho la necessità di cambiarle per far riposare i piedi…! A dire il vero ne porterei anche di più ma i limiti del bagaglio a mano non me lo permettono.  Adoro le scarpe! 

A questo punto sono curiosa di sapere quali sono i 5 oggetti fondamentali del vostro bagaglio per cui nomino 5 blogger, sperando che non abbiano già partecipato a questa simpatica iniziativa. 

Silvia di thefoodtraveler.net

Giulia di viaggiarecongliocchiali.com

Paola di www.partyepartenze.it

Marika di coccoontheroad.net

panannablogdiviaggi.com

Ciao a tutti! 

Dalle Cliffs of Moher alla Baia di Galway

Il mio sogno si è avverato dal momento che avevo sempre desiderato visitare la meravigliosa Irlanda e le sue coste percorrendo la Wild Atlantic Way arrivando alle Cliffs of Moher “scogliere della rovina” ( in gaelico irlandese), attraversare subito dopo il tavolato del Burren per poi arrivare alla cittadina di Galway. Le scogliere sono lunghe 8 km e hanno un’altezza di 214 metri a strapiombo sull’ Oceano Atlantico. Credetemi spiegarvi a parole o vedere le foto non fa lo stesso effetto perché quando arrivi nel punto più alto se soffri di vertigini è meglio non guardare. Inoltre dalle foto non percepisci il vento che soffia spingendoti mentre cammini e neanche l’ odore del mare che ti accompagna per tutto il tragitto. Fate  attenzione a non sporgervi troppo per scattare delle foto perché il vento è molto forte e potreste perdere l’ equilibrio.

 Purtroppo ci sono degli episodi , in tempi passati, di incidenti mortali ecco perché  alcuni percorsi sono proibiti ai turisti. Sono arrivata da Dublino prenotando il tour su   getyourguide al costo di 50€, con i bus della Wild Rover Tours ed anche se abbiamo impiegato circa 4 ore, partendo alle 7 del mattino, la fatica del viaggio verrà ricompensata dal paesaggio fantastico che vi accoglierà all’ arrivo. Mi da il benvenuto un corvo, molto arrabbiato, che inizialmente va da un lato all’ altro di una  staccionata in quanto infastidito dai turisti (compresa me) che lo fotografano di continuo e poi ci indica la direzione per le scogliere.

Potete scegliere tra diversi sentieri ma quelli che ho esplorato sono in direzione di  O’ Brien’s Tower, la torre del 1885 che fu costruita da Cornellius O’ Brien e dalla quale si possono vedere panorami mozzafiato, le isole Aran e la baia di Galway; oppure si può percorrere il sentiero verso Hag’s Head che è un po’ più pericoloso in quanto vi sono dei punti sprovvisti di protezione e come si può notare dalle foto, sono passata oltre  per poter vivere più da vicino il ” brivido” dell’ altezza.

Date giù un’ occhiata al Breanan Mor e alla Giant’s Cave. La prima è una roccia a punta alta circa 70 metri che in passato sarà crollata dalla parete ed è famosa in quanto si vede nel film ” Harry Potter e il Principe Mezzosangue”. 

La seconda è una grotta scavata dal mare alta circa 100 metri che si vede benissimo dall’ alto mentre si percorre il sentiero.

Unica nota negativa? Avrei voluto soffermarmi piu di 2 ore ma , si sa, quando sei con un tour organizzato bisogna rispettare i tempi. Sono riuscita, tutto sommato, a visitare un po’ tutto a passo celere!

VISITOR CENTRE

Non appena si arriva nella zona delle scogliere vi è il Visitor Centre ( centro visitatori) nel quale si trova tutto ciò che riguarda le scogliere con proiezioni e spiegazioni della loro morfologia. Il prezzo è compreso in quello del tour. Vi é anche un negozio che vende souvenir e  oggetti graziosissimi e un  ristorante con vista panoramica.

BURREN

Dalle scogliere ci spostiamo con il bus e facciamo sosta al tavolato  calcareo del Burren ( in gaelico significa Grande Roccia). È affascinante vedere questa ampia distesa di roccia nelle cui fenditure vi si trovano dei fiori o piante per cui sembra di visitare un paesaggio lunare. Completa la bellezza del paesaggio il panorama sull’ oceano ed il silenzio interrotto soltanto dal fruscio del vento e dal verso  dei gabbiani.

GALWAY

Attraversando splendidi paesaggi irlandesi con il bus, ascoltando musica tipica molto allegra, arriviamo alla cittadina di Galway ed il nostro primo pensiero è pranzare, data l’ ora (circa le tre) per cui ci incamminiamo verso il centro. Entriamo al Mc Donagh’s ed ordiniamo fish and chips. C’ è un po’ da aspettare ma si mangia benissimo con un costo economico.

Cosi, finalmente sazia,  proseguo la mia visita percorrendo la William Street e dopo la Shop Street, vie molto vivaci con pub, ristoranti, negozi caratteristici e tanta musica con artisti di strada. È tutto un insieme di colori e di allegria.

Arrivo al Castello di Linch un edificio di stile gotico irlandese che risale al XV secolo ed oggi è occupato dalla Allied Irish Bank. Potete visitare il museo sulla storia del castello durante l’ ora di apertura della banca.

La piazza di Galway è Eyre Square ed è il punto di ritrovo degli abitanti anche perché c’è un bel parco che risale al 1631 inaugurato dal sindaco Edward Eyre da cui prese il nome. Proseguendo incontro la Chiesa di San Nicola di origine medievale, dedicata a San Nicola di Myra, patrono dei marinai e dei bambini e risale al 1320.

Galway è stata scelta per essere Capitale Europea della Cultura nel 2020 e tra i musei più interessanti visitate il Galway City Museum che vi descriverà la vita odierna e passata della cittadina. Inoltre  vi sono, durante l’ anno,  diversi eventi musicali, cinematografici e artistici. La bellezza di Galway è data anche dal fiume Corrib che l’ attraversa e dai moli, le barche, lo stridio dei gabbiani ed il senso di relax che respiri allontanandoti dal centro. 

Quindi se vi trovate a Dublino e volete respirare un po’ d’ aria pura liberandovi del caos cittadino, Galway vi da l’ opportunità di rilassarvi. Potrete raggiungerla anche con i treni della Irish Rail prenotando i biglietti online. L’ Irlanda è un insieme di paesaggi, fiori, verde, mucche, gabbiani, scogliere, vento ed oceano e mi è rimasta nel cuore… ma si può sempre tornare!!! Spero di essere riuscita a trasmettere un po’ delle mie emozioni. Buon viaggio!

Giotravel

Galway 

PAESAGGI DAL BUS

BLOGGER RECOGNITION AWARD 

Di cosa si tratta? Un riconoscimento che si offre ai blogger per promuovere, diffondere ed incoraggiare la nostra bella passione per i viaggi. Intanto ringrazio Silvia di  ttps://thefoodtraveler.net e Falupe- https://viaggiatorenonpercaso.com per avermi pensata e nominata. 

Ovviamente vi sono anche delle  regole da rispettare: ringraziare il/ la blogger che ti ha nominata ed inserire il suo blog;  scrivere un post per mostrare il proprio riconoscimento; raccontare la nascita del proprio blog; dare consigli ai nuovi blogger; nominare altri 15 blogger ai quali passare il segno di riconoscimento; commentare sul blog di chi vi ha nominato e fornirgli il link al tuo articolo (anche sulla pagina facebok).

COM’È NATO IL BLOG?

Un anno fa ho pensato di catalogare il materiale fotografico accumulatosi durante i miei viaggi e da lì è nata l’ idea di aprire un blog per poterlo condividere con gli altri. È solo una passione in quanto il lavoro ce l’ ho già, ma devo confessarvi che adoro raccontare le mie esperienze e le mie emozioni condividendole con gli altri viaggiatori. Scrivendo è come rivivere ogni momento di quel tour cioè come se partissi un’ altra volta. Continuerò, finché sarà possibile, questa mia avventura insieme a voi. 

DARE CONSIGLI AI NUOVI BLOGGER.

Sinceramente non mi sento ancora pronta a dare consigli ai nuovi blogger. L’ unica cosa che posso dire è di coltivare sempre le proprie passioni, credendoci fino in fondo e descrivendo le proprie emozioni. Viaggiare con la curiosità di un bambino , fotografare ogni luogo che colpisce i nostri sensi, scrivere le nostre emozioni!!! Ecco questo è il mio consiglio.

NOMINA DEI 15 BLOGGER.

Volpina blu di https://ioinviaggio.wordpress.com

Paola di http://www.partyepartenze.it/travel/

Simone di https://ilblogdeimieiviaggi.wordpress.com/

Francesco Picciotto di https://adoraincertablog.wordpress.com/

Giulia di https://viaggiarecongliocchiali.wordpress.com

Agnese di http://illbrightback.com/

Paola di ://viaggintempo.com/

https://viaggidiritorno.com

https://barbarapicci.com

https://viaggiandoconbea.com/

https://allafinediunviaggio.com

Lady Pillo di https://viaggiareesognare.com

https://alessiacarpentone.wordpress.com/

https://curiositadadonne.wordpress.com/

https://mireyatravel.com/

L’ Irlanda ed i castelli: Malahide.

Nel mio tour estivo irlandese ho potuto constatare che quando parli della regione dell’ Irlanda vengono in mente due simboli: i castelli e i paesaggi verdi che si affacciano su immense scogliere a picco sul mare. A circa mezz’ ora da Dublino, con il treno della  Dart, ho raggiunto la cittadina costiera di Malahide che mi ha accolta, appena uscita dalla stazione, con una lunga strada, incorniciata da fiori, la St.Sylvester’s Church nella quale si stava celebrando un matrimonio e tutto un susseguirsi di negozi, pub nei quali vi sono spesso concerti e ristoranti in cui gustare le prelibatezze a base di pesce. 

 Una prima impressione? Ottima perché  la vivacità non manca ma nello stesso tempo si avverte un’aria di tranquillità e relax specialmente quando arrivi al molo. Bellissima la passeggiata verso l’ estuario che dura circa due ore e durante la quale gli unici suoni saranno quelli dei gabbiani. Vi sono delle piccole spiagge in cui fermarsi per un breve relax e per immergersi nel paesaggio irlandese.

Malahide è molto conosciuta per il famoso castello che fu la residenza della famiglia Talbot dal 1185 al 1973, escluso il periodo compreso tra il 1649 ed il 1660 in cui fu abitato da Oliver Cromwell. Alla morte di Milo Talbot il castello fu ereditato dalla sorella Rosa che dopo un po’ di anni, non potendolo sostenere a causa di gravose spese, lo vendette al governo irlandese. 

Secondo una leggenda il castello è abitato dal fantasma Puck che fu il giullare che  si innamorò di una prigioniera di nome Eleonora Fitzgerald. Egli, però, aveva un carattere vivace e molto ribelle per cui infastidiva  il padrone con tali atteggiamenti e proprio questo gli causò la morte. Venne, infatti, pugnalato e gettato fuori ma, in punto di morte, disse che sarebbe ritornato ad infastidire tutti con la sua presenza aggirandosi tra le stanze del castello. Io non ho avuto il piacere d’incontrarlo!!! L’ ingresso costa circa 12€ e oltre a visitare l’ interno vi è l’ accesso per i  Walled Gardens  e le  sette serre che ospitano le piante più  delicate,  tra le quali la Victoria House, tutta bianca che risalta sul verde del parco.

Milo Talbot infatti era un appassionato di botanica e piante esotiche importandole dall’ Australia e dal Cile. Troverete anche il Rose Garden (giardino di rose) e delle aiuole a disegni geometrici ( parterre). Inoltre la serra più antica della residenza ( 1901) é  la Peach House che contiene delicate piante rampicanti e arbusti australasiatici. Godetevi dunque i 268 acri di boschi, disseminati di sentieri,  rilassandovi tra il verde e scoprendo un’ enorme quantità di fiori, alberi e arbusti selvatici.

COSA VEDERE AL CASTELLO?

Ho visitato il castello in circa 30 minuti accompagnata da una guida che parla inglese. Al pianterreno vi è la Great Hall, una grande sala,   nella quale vi sono imponenti ritratti della famiglia Talbot e quadri che rappresentano eventi storici. Al piano superiore, salendo da una scala a chiocciola, c’ è la Oak Room, la camera di quercia con soffitto basso e decorazioni bibliche. Visiterete  le camere da letto dei nobili, con tutto l’ arredamento e quelle dei loro figli in cui vi sono perfino i loro giochi. Una sala é  dedicata alla biblioteca. All’ uscita del castello vi sono i resti di un’ antica abbazia, delle tombe e croci celtiche. In genere da Dublino partono anche dei tour di una giornata che vi porteranno ad Howth e Malahide ma se volete essere indipendenti potete raggiungere questi luoghi con il ” fai da te”! Vi lascio qualche foto e buon viaggio alla scoperta dell’ Irlanda!

Giotravel

Alla scoperta dell’ Irlanda: Howth

Dopo tanto tempo che rimandavo questo viaggio nella terra di “smeraldo”,  finalmente si é realizzato, lo scorso agosto, con una permanenza di 8 giorni, vissuti intensamente, alla scoperta di un luogo meraviglioso che ho avuto modo di conoscere nel suo aspetto piu’ bello cioè con uno splendido sole! Giornate luminose  (tranne l’ ultimo pomeriggio di permanenza in cui ha piovuto..) hanno accompagnato le mie escursioni fuori Dublino facendo risaltare i colori verdi dei prati, il blu del mare, il giallo o il rosso dei fiori. Sicuramente sarete informati sul clima un po” pazzerello” irlandese dal momento che piove spesso, poi esce il sole , poi tira vento, poi si annuvola e via così fino ad arrivare a sera! In questo sono stata fortunata fino al penultimo giorno perché la terra irlandese mi ha trattata benissimo. Inizio descrivendovi l’ escursione ad Howth, una cittadina molto carina, a mezz’ ora da Dublino,  che risale al tempo dei vichinghi e  che fu l’ antico porto della capitale.

COME ARRIVARE AD HOWTH?

Ho utilizzato la Dart, un mix tra treno e metropolitana molto efficiente che  parte dal centro di Dublino ed arriva in periferia e nei paesi situati lungo la costa come Howth e  Malahide. Ho preso la Dart da O’ Connel Street. Il biglietto si può comprare nelle casse automatiche proprio alla stazione di partenza e il treno passa con una frequenza di 15 minuti.

ARRIVO AD HOWTH

Dopo mezz’ ora di treno arrivo in questa piccola e graziosa stazione e mi dirigo a sinistra al primo molo chiamato West Pier che é quello in cui vi sono tantissimi locali dove mangiare ottimo pesce, ammirare il mare d’ Irlanda e i gabbiani, scattando foto e osservando  i pescherecci colorati che ritornano con un abbondante carico di pesce.

 Howth è un paese di circa ottomila abitanti che si estende dalla collina al mare; sta a voi scegliere se rimanere al porto passeggiando verso East Pier (secondo molo) o  salire fino in collina raggiungendo il Summit, la parte alta della scogliera. Per la seconda opzione fornitevi di scarpe comode per poter raggiungere questo posto in alto da cui ammirare la baia per poi scendere fino al faro di Baily che fu costruito nel 1667 da Robert Reading su ordine di Carlo II ma quello attuale risale al 1892. Proprio per questo faro Howth é chiamata l’ occhio dell’ Irlanda. Insomma una passeggiata “romantica” che dura circa due ore ma se la percorrete in estate godrete di una vista favolosa! Se volete andare all’ isoletta di Ireland’s Eye recatevi al secondo molo nel quale vi sono delle barche che, ovviamente a pagamento, vi porteranno a destinazione.   Io, purtroppo, non ho avuto il tempo per poterla visitare.  Salendo verso Abbey Street sono arrivata al cimitero dei marinai ed alla chiesa di St.Mary, un luogo un po’ inquietante e malinconico dal quale si ha una bella panoramica sul porto.

Proseguo la strada in salita tutta piena di casette colorate ed arrivo alla chiesa dell’ Assunzione.

C’ è anche un castello ad Howth che non è aperto al pubblico ma potete vederlo all’ esterno. Una leggenda racconta che una poetessa  di nome Grace O’Malley andò a far visita al barone di Howth ma egli non la fece entrare perché stava cenando. Grace per dispetto rapi’ il figlio e in seguito  lo liberò solo con la promessa che da quel momento i cancelli del castello non dovevano più essere chiusi ai visitatori e dovevano essere accolti con gentilezza. 

DOVE MANGIARE AD HOWTH

Ci sono tanti locali in cui mangiare fish and chips gustosissimi o anche  degli ottimi calamari fritti, zuppe e pesce fresco tra cui il ristorante The Brass Monkey, nel molo West Pier.  Ho mangiato bene e speso poco. ( 10€) Vi lascio qualche foto sperando che questa piccola cittadina vi sia piaciuta! 

Giotravel